Alpinismo: come prevenire il rischio di ipotermia in montagna

L’alpinismo è un’attività sportiva che porta coloro che la praticano in regioni molto remote del mondo e spesso inospitali.

Le montagne, che visitano e scalano, mostrano scenari mozzafiato, ma purtroppo nascondono anche luoghi impervi o pericoli inaspettati.

I soccorsi alpini si ritrovano spesso a essere protagonisti di operazioni di salvataggio in situazioni di emergenza, trovando spesso gli alpinisti in gravi condizioni di ipotermia.

Ma che cos’è la condizione di ipotermia e perché può essere molto pericolosa?

In questo articolo ne parleremo, analizzando in quali condizioni può manifestarsi e come si può trattare al meglio.

Che cos’è l’ipotermia e perchè può essere pericolosa

L’ipotermia è una grave condizione di emergenza in cui il corpo umano perde calore a un ritmo superiore rispetto alla sua capacità di produrlo internamente, causando una pericolosa diminuzione della temperatura corporea al di sotto dei 35°C.

I sintomi di ipotermia variano a seconda del livello di esposizione al freddo. Possono partire da semplici brividi e capogiri, ma anche arrivare a confusione mentale, estrema stanchezza e nausea.

È importante sottolineare che l’ipotermia può progredire rapidamente e in casi estremi può portare a complicazioni più serie, come il morbo di Addison, lo shock settico, problemi cardiaci e perdita di coscienza.

Tale situazione mette a serio rischio il corretto funzionamento degli organi vitali e richiede un intervento tempestivo, prima che l’ipotermia non degeneri portando addirittura al decesso.

Alpinismo e ipotermia

Chi pratica alpinismo si ritrova ogni giorno ad affrontare il rischio di ipotermia per diversi motivi, il primo dei quali è ovviamente la continua esposizione alle basse temperature presenti ad alta quota, durante la scalata.

Nei casi più gravi inoltre l’alpinista può incorrere in  avversità meteorologiche durante la sua salita, come vento forte, pioggia, neve o grandine, che possono drasticamente accelerare l’abbassamento del calore corporeo, soprattutto quando le temperature esterne si avvicinano allo zero.

C’è anche il rischio che l’alpinista rimanga sepolto dalla neve per una caduta o – peggio – ancora per una valanga; in questi casi il rischio di ipotermia sale vertiginosamente.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di ipotermia includono lo scarso allenamento, la disidratazione, una dieta inadeguata e lo sfinimento. Infatti, quando il corpo umano è indebolito per queste condizioni le sue capacità di termoregolazione non sono ottimali, rendendo l’alpinista più vulnerabile alle insidie del freddo.

Come possono gli alpinisti prevenire e contrastare l’ipotermia?

Per ridurre il rischio di ipotermia durante l’alpinismo è fondamentale che gli scalatori adottino le giuste precauzioni, sapendo anche cosa fare in situazioni di emergenza.

Per questa ragione, gli alpinisti dovrebbero:

  1. indossare sempre un abbigliamento adatto: per proteggersi dal freddo e dall’umidità, mantenere un giusto calore corporeo e  resistere a ogni temperatura.
  2. Mantenere una giusta idratazione: la disidratazione può compromettere la capacità del corpo di regolare la temperatura interna, perciò è importante che gli alpinisti abbiano una giusta scorta di liquidi potabili con sé, preferendo le bevande calde.
  3. Avere con sé del materiale d’emergenza: per affrontare improvvisi cambiamenti climatici o situazioni di emergenza, è essenziale che gli alpinisti abbiano dell’attrezzatura adatte ad ogni evenienza. In particolare per loro è consigliato avere un kit di pronto soccorso o dei teli isotermici, utili per contrastare l’ipotermia, ma anche poco ingombranti e leggeri.
  4. Essere pronti fisicamente e mentalmente ad affrontare la scalata: avere una buona condizione fisica e allenata, può aiutare in modo considerevole a mantenere la giusta temperatura corporea, riducendo anche il rischio di stanchezza e affaticamento. 

Soccorso alpino: come vengono salvati gli alpinisti dall’ipotermia

Per garantire il pieno recupero dell’alpinista colpito dall’ipotermia, i soccorsi alpini devono valutare attentamente lo stato del paziente, partendo da un controllo della sua temperatura corporea.

A seconda della gravità delle sue condizioni, potrebbero essere necessari vari trattamenti per riscaldare il suo corpo in modo rapido, tra cui il riscaldamento intravenoso o l’ossigenoterapia.

Queste pratiche però dovrebbero essere praticate da un medico professionista, che solitamente non fa parte della squadra di soccorritori durante il recupero in quota.

Per fortuna, nell’attesa di un intervento medico specializzato, ci sono diversi metodi efficaci per riportare la temperatura corporea sopra il livello minimo, tra cui:

  • portare l’alpinista in un luogo caldo e al riparo

È essenziale che i soccorsi alpini portano il paziente in un luogo caldo e al riparo dal vento, come un rifugio o una tenda. Questo è sicuramente uno dei metodi più sicuri e raccomandati per contrastare la fase di ipotermia dell’alpinista, perché lasciarlo sottoposto alle temperature esterne non farà altro che peggiorare la sua situazione.

  • Coprire il corpo nel modo corretto

È fondamentale scaldare il corpo con indumenti asciutti e caldi, che possano trattenere il calore corporeo e proteggano dal freddo. A tale scopo vengono utilizzate le apposite coperte isotermiche.

  • Idratazione con bevande calde

I soccorritori dovrebbero far bere bevande calde all’alpinista, per riscaldare il corpo   “dall’interno” e contribuire sia all’idratazione che al recupero e al mantenimento della temperatura corporea.

Infine, è severamente sconsigliato per i soccorsi alpini di massaggiare o sfregare il corpo dell’alpinista, poiché è una pratica che non riscalda adeguatamente la temperatura corporea e, nel caso in cui la fase di ipotermia è avanzata, può causare anche lesioni cutanee o irritazioni.

Dove comprare il giusto materiale di emergenza per l’alpinismo?

Gli alpinisti possono comprare il materiale necessario per le scalate presso negozi sportivi specializzati o rivenditori affiliati al Club Alpino Italiano (CAI).

I punti vendita che trattano queste tipologie di attrezzature sono molti e spesso si rivolgono a fornitori come Pizzocri, per l’acquisto di materiale certificato. Se sei interessato a saperne di più su come funzionano le coperte isotermiche, abbiamo scritto un altro articolo in cui ne parliamo in maniera dettagliata.

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